Frontalieri in Svizzera: è record!

frontalieriIl numero dei lavoratori frontalieri in Svizzera è tornato a crescere nel 2019 e segna il primato storico di 325'000 unità. Il 20 novembre se ne parlerà a Lugano.

Sono chiamati frontalieri. Guadagnare in franchi lavorando in Svizzera e spendere in euro vivendo nei Paesi europei limitrofi è un fenomeno che continua a crescere. Dal 2003 ad oggi sono passati da 150 mila a oltre 300 mila di oggi.

Il 2019 ha segnato il primato storico di 325’000 unità (209.406 uomini e 115.886 donne) con un aumento particolarmente marcato in Ticino e a Ginevra. Quindi più italiani (+5551) e più francesi (+7166 in un anno).

I Paesi di provenienza sono Francia con 177.335 unità, Italia 76.584, Germania 60.422, Austria 8.242 e 2.708 da altri Paesi. Questo significa che il mercato del lavoro in Svizzera tira forte rispetto ai Paesi europei limitrofi.
E’ un fenomeno che spesso scuote la Svizzera per ragioni occupazionali e sociali, poiché i frontalieri per l’economia svizzera rappresentano una importante leva occupazionale e salariale.

Di questo tema se ne parlerà a Lugano il 20 novembre, ore 18, al Centro Serrafiorita Meeting di Pambio Noranco, a Lugano. “I frontalieri in Europa, in Svizzera e in Ticino” è il titolo della serata organizzata dal sindacato Unia Ticino, in collaborazione con la CGIL.
Il programma prevede in particolare la presentazione da parte dello studioso Paolo Barcella, autore del libro “I frontalieri in Europa”, opera che analizza dal punto di vista storico e scientifico il pendolarismo lavorativo in Europa e che mette in evidenza particolarità e aspetti critici della situazione in Svizzera e in Ticino in particolare.

Oltre allo stesso Barcella parteciperanno il consigliere di Stato Christian Vitta, la presidente nazionale di Unia Vania Alleva, il responsabile nazionale per i frontalieri della CGIL Giuseppe Augurusa e Fabio Losa, docente ricercatore SUPSI.