Comites e Cgie, libertà e partecipazione!

gir_rispostaLa risposta del Gruppo giovani in rete (GIR) alle accuse lanciate nei giorni scorsi da Gerardo Petta a Comites e al Cgie: “Sono Organismi che conosciamo bene, semplicemente perché li viviamo tutti i giorni”.

Qualche giorno fa, non senza una modesta dose di imbarazzo, ci siamo imbattuti in un testo circolante sul web e recante la firma del Signor Petta. Proseguendo nella lettura abbiamo appreso, con stupore, che il firmatario è un Consigliere del Com.It.Es di Zurigo.

Non soliti, per costume e scelta situata, ad intervenire in sterili polemiche da tastiera, la nostra giovane soggettività migrante, fatta di vita e prassi quotidiane nella e per la migrazione, assalita da un sentimento meticcio, tra il tragico e il comico, ci ha imposto di prender parola.

IL TRAGICO
Il succitato testo, prendendo a prestito qualche “verso” di una canzonetta della nostra generazione ma non del nostro gusto musicale, in un calderone povero di luci di generale intuizione –  e intenzione – ma ricco di torpidi risentimenti, miscela tematiche, anzi, Organismi, di essenziale supporto e a tutti noi, giovani italiani all’estero, molto cari: il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) e  i Comitati degli Italiani all’Estero, Com.It.Es. Come Euripide ci insegna, tuttavia, il tragico senza l’intervento del Deus ex machina non ha limite, così il suddetto testo si struttura attraverso confuse critiche riguardo gli stessi fini e obiettivi di questi Organi, mescolando di tutto e arrivando addirittura a negarne la legittimità.

Lo diciamo chiaramente: da giovani migranti italiani giunti da pochi anni all’Estero, nello specifico in Svizzera, il CGIE e i Com.It.Es hanno rappresentato e rappresentano, nella quotidianità delle nostre vite, strutture indispensabili e di indubbia efficacia per la nostra integrazione, per la salvaguardia dei nostri diritti di italiani all’estero, per la promozione dei nostri talenti e della nostra capacità d’espressione, per la continuità del nostro legame con l’Italia, la sua e nostra lingua e cultura.

Non si scomodi il Signor Petta, di noi e per noi giovani italiani all’estero, parliamo da soli e non abbiamo di certo bisogno di Lei e dei suoi grigi ghiribizzi per rappresentarci. Che i giovani “nemmeno li conoscono” riferendosi ai su citati Organismi – CGIE e Com.It.Es –  siamo in essere la dimostrazione del contrario, per di più, le nostre vite migranti, insieme alle nostre esperienze qui in Svizzera, sono l’essenza stessa dell’infondatezza delle sue acrobatiche critiche circa i fini e obiettivi di tali realtà.

Nella precarietà, frustrazione e anche solitudine che l’esperienza migratoria reca in sé – anche per noi giovani, nati e cresciuti nell’illusione di un’Italia rigogliosa – libero spazio di espressione e azione, ascolto, entusiasmo e possibilità finalmente di dare concretezza ai nostri sogni, noi, tutto questo lo abbiamo trovato, insieme ad altri 150 giovani italiani provenienti da TUTTO IL MONDO, a Palermo, nell’Aprile scorso, nello straordinario Seminario organizzato dal CGIE; e senta un pò – prosegua di grazia nella seppur scomoda lettura – noi vi abbiamo partecipato in quanto delegati dei Com.It.Es di Basilea, Bellinzona, Berna, Ginevra, San Gallo e Zurigo … non è troppo grande la Svizzera, e a Lei che così attentamente ne riconosce le necessità di noi residenti italiani, non può sfuggire la preziosità dell’operazione. I Com.It.Es, che Lei proprio mal “sopporta”, hanno riunito la Svizzera all’insegna dei giovani migranti italiani, degli ultimi arrivati, che in essa ci vivono, lavorano, patiscono, si integrano. E miraggio nel deserto per noi giovani italiani all’estero, il Seminario di Palermo, con milioni di ore di volontariato, decine di intelligenze al nostro servizio, lo ha ideato, organizzato e gestito, proprio il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e il suo eroico mondo di volontari che si batte, si ingegna e si impegna tutti i giorni per noi, al servizio dei migranti italiani all’estero.

L’esperienza straordinaria del Seminario di Palermo, pensi un pò, continua tutt’oggi, a più di mezzo anno di distanza. Scambi continui e costruttivi, reti locali che nascono in giro per il mondo, call skype serali che connettono 5 continenti e che noi ben volentieri seguiamo, nonostante la stanchezza, perché le preferiamo a tastiere solitarie che nulla producono se non cupo risentimento…

E Palermo vive, tutti i giorni, nelle nostre città adottive con progetti e idee che prendono forma, e che parlano il linguaggio dei diritti, della cittadinanza globale, della rappresentanza, delle possibilità, vere e concrete, di integrazione, di lotta alle diseguaglianze razziali, politiche e anche sì fiscali, le stesse a cui Lei confusamente accenna. Perché noi italiani all’estero, indipendente dall’età e dal piccolo o grande bagaglio che ci portiamo sulle spalle, siamo stranieri, per di più qui in Svizzera, fuori Europa, legati ad un permesso di soggiorno, che ci tassa di più, che ci limita nei nostri diritti politici, sanitari, lavorativi, di espressione, di televisione…

Di tutto questo, ovvero dei primari diritti di esistenza e di felicità, discutiamo nel nostro quotidiano, proprio con esponenti di Com.It.Es e CGIE, purtroppo non con Lei che ci  è pressoché  sconosciuto.

Noi, i giovani di cui si arroga il diritto di parlare, questi Organismi li conosciamo bene, semplicemente perché li viviamo tutti i giorni. Ci hanno unito in una rete, GIR – Giovani Italiani in Rete – ci hanno congiunto con la più tradizionale migrazione, di cui abbiamo ascoltato le storie e di cui viviamo le iniziative, quelle dei Com.It.Es, destinate alla Terza Età. Tra una vicenda di pensionamento travagliata e una festa di Natale per chi è solo, nel contempo, grazie ai Com.It.Es e al loro sostegno, realizziamo guide per i nuovi arrivati, corsi di tedesco, sportelli per donne o altri generi di supporti in cui ci impegniamo a risolvere le problematiche più varie, dal ventenne appena arrivato che deve scrivere il suo primo curriculum in svizzero-tedesco e che cerca contatti con aziende locali, al settantenne a cui hanno sottratto ogni bene per non aver lasciato un testamento prima di finire in casa di riposo. O almeno, a fare tutto questo ci proviamo, noi…grazie al supporto dei volontari dei Com.It.Es e del CGIE che per organizzare iniziative di promozione della Lingua e Cultura Italiana – come per Statuto debbono – quelle che Lei chiama conferenze per intenderci, investono lavoro e ore di vita, gratis, oltre che soldi di tasca propria.

IL COMICO
Dopo il tragico, ritorniamo al comico, nella speranza che un Deus ex machina si manifesti, nelle vesti di discorsi circostanziati e ingegnosi, al servizio dell’interesse generale.

Di cariatidi attaccati alle poltrone, nella nostra seppur breve ma interna e intensa esperienza, nei Com.It.Es non ne abbiamo conosciuti. Abbiamo avuto la fortuna di relazionarci a persone ben disposte a fornirci tutti gli strumenti e conoscenze per camminare e costruire da soli la nostra integrazione, per salvaguardare i nostri diritti e per alimentare, e non abbondare, il nostro legame con la tradizione culturale del nostro Paese. Per noi, gli obiettivi e le finalità dei Com.It.Es, sono più che egregiamente raggiunti.

Di persone che non si battono per i nostri diritti politici e di rappresentanza nel CGIE non ne abbiamo conosciute, abbiamo avuto l’onore di entrare in contatto con intelligenze e passioni che caparbiamente, ogni giorno, lottano per strappare spazi, tutele, voce, diritti per tutte e tutti noi italiani all’estero.

Non abbiamo, invece, ancora avuto il piacere di conoscere Lei, Signor Petta.

Non rimanga sepolto nella solitudine di una tastiera, partecipi con noi alla vita degli italiani all’estero, alle problematiche generali e ai bisogni della nostra comunità.

Non abbiamo bisogno di meno Com.It.Es e CGIE, anzi ne abbiamo sempre più necessità, come sempre più necessitiamo di Consiglieri presenti e attenti alla compattezza e alla riunificazione della nostra comunità. Forniamo, e fornite a noi giovani migranti, gli strumenti per batterci in difesa dei nostri diritti, per conquistarne di nuovi e per essere felici in Paesi altri.

Agiamo d’anticipo e d’astuzia, intensificando e moltiplicando i nostri arnesi, non boicottandoci o auto-privandoci di ciò che di prezioso già abbiamo conquistato. Sarebbe comico e appagherebbe solo i nostri interessi particolari, con una effimera quanto solitaria risata…Ma noi all’effimero e alla comicità individuale preferiamo la lungimiranza e la felicità collettiva.

 Sia presente, Signor Petta, partecipi e parteggi per il Suo Com.It.Es e per il CGIE, si sorprenderà nel riconoscere una comunità sveglia, attiva e molto meno ingenua di quel che crede.

GIR – GIOVANI ITALIANI IN RETE
Salvo Buttitta membro del consiglio direttivo del GIR