“Vogliamo riportare la Puglia a Zurigo!”

Intervista a Enrico Marinelli, presidente della nuova Associazione Pugliese di Zurigo, che presenta l’evento “Radici del Sud”, in programma il 29 novembre: una serata di musica, danza e tradizione per portare il calore della Puglia nel cuore della Svizzera.

In Svizzera le comunità italiane sono da sempre vive e attive, ma anche il mondo dell’associazionismo ha bisogno di nuova linfa. A Zurigo sta nascendo una realtà tutta pugliese, che unisce tradizione e innovazione. Ne abbiamo parlato con Enrico Marinelli, presidente della nuova Associazione Pugliese di Zurigo, che il 29 novembre inaugurerà ufficialmente le sue attività.

Enrico, partiamo dall’inizio. Come nasce questa nuova associazione pugliese a Zurigo?
È una realtà appena nata. Stiamo raccogliendo le prime adesioni e il 29 novembre avremo la nostra festa inaugurale. È il primo passo di un progetto che nasce dal desiderio di dare ai pugliesi di Zurigo un punto di riferimento nuovo, più vicino anche ai giovani e ai nuovi arrivati.

In effetti di associazioni pugliesi in Svizzera ce ne sono già molte. Cosa vi distingue?
È vero, ci sono tante associazioni pugliesi e una federazione molto attiva, la FAPS (Federazione Associazioni Pugliesi in Svizzera). Ma a Zurigo mancava qualcosa di nuovo: la precedente generazione di emigrati aveva creato realtà bellissime, che però nel tempo si sono un po’ fermate. Con un gruppo di amici abbiamo deciso di ricominciare, puntando sulla musica, la cultura e l’inclusione dei nuovi migranti.

Tu vieni da Taranto, giusto? Come sei arrivato qui?
Sì, sono nato e cresciuto a Taranto. La vita mi ha portato un po’ ovunque, ma da diversi anni vivo a Zurigo. In Italia ero già impegnato nel mondo dell’associazionismo e dei sindacati, anche grazie a mio padre. Una volta arrivato qui ho trovato terreno fertile, ma ho notato che le nuove generazioni faticano a raccogliere l’eredità dei loro genitori. Così ho pensato: perché non ripartire, ma con uno spirito nuovo?

E questo spirito nuovo come si traduce concretamente?
Vogliamo ricreare la socialità che le vecchie associazioni rappresentavano, ma anche offrire un aiuto pratico. Molti ragazzi che arrivano dalla Puglia non sanno da dove cominciare: pratiche consolari, documenti, permessi… l’associazione serve anche a questo. Ma soprattutto vogliamo creare una rete di persone che si aiutano e condividono esperienze.

Parliamo della festa del 29 novembre. Cosa avete in programma?
Sarà un grande evento nel centro di Zurigo, con circa 200 persone attese. Ospiteremo la band Radici del Sud di Ostuni, che porterà la pizzica e la tarantella. Il programma è ricchissimo: Dalle 16:00 alle 18:00, lezione di pizzica per chi vuole imparare i passi base. In contemporanea, un laboratorio di orecchiette con un gruppo di donne arrivate dalla Puglia. Alle 19:00, buffet pugliese con panzerotti, pettole e altri piatti tipici. Dalle 20:30, concerto e balli con Radici del Sud. E per chiudere, un DJ set più moderno, per unire tradizione e festa. Non vogliamo uno spettacolo “da guardare”, ma un momento da vivere insieme.

Bellissimo. E la Regione Puglia vi sostiene, giusto?
Sì, abbiamo partecipato a un bando pubblico e ottenuto un piccolo finanziamento. La Regione sta lavorando molto bene per promuovere il turismo e la cultura pugliese anche all’estero. È un segnale importante, perché dimostra che si crede nel legame con le comunità emigrate.

Hai accennato anche a collaborazioni con altre realtà pugliesi in Svizzera…
Sì, stiamo avviando un gemellaggio con l’associazione “Radici del Sud” di Ostuni, da cui nasce anche l’idea della festa. Tutto è partito da un contatto nato a Basilea, grazie a un brano diventato virale sui social — Espresso Macchiato di Tom Cash — e alle “nonne” che ballavano la pizzica in video! Quelle signore saranno nostre ospiti a Zurigo: volevano venire in Svizzera da tempo e finalmente ci riusciranno. È un incontro simbolico tra generazioni, musica e tradizione.

In tutto questo, che ruolo ha per te la migrazione?
La migrazione è un ponte, un acceleratore di futuro. Collega mondi diversi. Portiamo la Puglia in Svizzera, ma anche un po’ di Svizzera in Puglia. Molti comuni del Salento — come Ugento, Ostuni, e altri — stanno lavorando proprio per valorizzare questo legame, e noi vogliamo essere parte di questo movimento.

Ti sento entusiasta. Cosa diresti ai giovani italiani in Svizzera che magari vorrebbero impegnarsi ma non sanno da dove cominciare?
Direi di provarci. L’associazionismo non è qualcosa di vecchio, anzi: è un modo per conoscersi, costruire amicizie e fare qualcosa di utile.
Spesso si pensa che servano grandi mezzi, ma basta una buona idea e la voglia di condividere. E poi, insieme, tutto diventa più facile.

Enrico, grazie davvero. Ci vediamo alla festa!
Grazie a voi, e vi aspettiamo tutti il 29 novembre a Zurigo per ballare, mangiare e sentire un po’ di Puglia anche qui, sotto la neve svizzera!