Vieri al FIFA Museum: “Il calcio è uno spettacolo puro”

Ospite del FIFA Museum di Zurigo insieme alla nazionale svizzera Nadine Riesen dell’Eintracht Francoforte, Christian Vieri ha rilasciato un’intervista parlando di calcio, Mondiali, futuro del calcio italiano e vita da padre.

Il FIFA Museum di Zurigo, durante la giornata speciale per il decimo anniversario del museo, tra gli ospiti presenti c’era anche la calciatrice della Nazionale svizzera Nadine Riesen, difensore dell’Eintracht Frankfurt Women. Insieme a lei protagonista dell’evento anche Christian Vieri, che ha raccontato il suo amore per il calcio tra ricordi, nostalgia e riflessioni sul futuro dell’Italia. Oggi l’ex attaccante era ospite dell’evento speciale organizzato dal museo.

Davanti ai cimeli storici esposti, Vieri si è soffermato sulle maglie che hanno segnato la storia del calcio mondiale: “La cosa più spettacolare sono le maglie. Quelle dell’Italia degli anni Settanta, la maglia del Brasile, dell’Olanda, della Germania: sono bellissime. Per chi ama il calcio questo è il posto più bello del mondo, qui c’è veramente di tutto.”

L’ex centravanti ha ricordato anche le grandi icone dei Mondiali: “Quando penso ai Mondiali mi vengono in mente tre nomi: Maradona, Paolo Rossi e tutti quei campioni che hanno fatto la storia.”

Vieri ha poi affrontato il tema del momento: il futuro del calcio italiano, con parole molto dirette: “Il nostro calcio deve migliorare. Non basta cambiare il presidente della FIGC o l’allenatore. Bisogna partire dalla base, cambiare le regole, rifondare tutto. Per fare questo servono persone con coraggio.”

Sul Mondiale 2026, che si disputerà tra Stati Uniti, Canada e Messico, Vieri ha spiegato per chi farà il tifo: “Sono metà francese, quindi tifo Francia. Poi Argentina, perché amo Messi. Per me è il più grande.”

Infine, spazio alla vita privata e alla famiglia: “Ho pensato di allenare, ho anche fatto il corso, ma ho due bambini piccoli e voglio crescerli. Voglio essere un bravo papà. Allenare richiede tantissimo tempo. Continuo a giocare quando posso, ma oggi la mia priorità è la famiglia.”