Dal 2015, le nuove rendite del 2° pilastro hanno subito un calo del 15% in termini reali, mentre le casse pensioni dispongono di oltre 14 miliardi di franchi di fondi liberi non utilizzati. Allo stesso tempo, la tredicesima rendita AVS, ovvero il primo aumento generale delle rendite AVS dal 1975, deve essere finanziata in modo sostenibile.
Di fronte a questa duplice sfida, l’Assemblea dei delegati dell’USS, riunitasi giovedì 20 agosto in sessione straordinaria a Berna, ha adottato due decisioni fondamentali: raccomanda chiaramente il SÌ alla votazione del 29 novembre 2026 sul finanziamento dell’AVS tramite l’IVA (81 voti a favore, 19 contrari, 3 astensioni). Lancia inoltre un’offensiva sindacale per rivalutare le rendite del 2° pilastro.
Benefici agli assicurati delle Casse pensioni
Le casse pensioni presentano una situazione finanziaria solida, con un rendimento cumulativo di quasi il 18% tra il 2020 e il 2025. Ciononostante, hanno ridotto le loro prestazioni: il tasso di conversione è stato abbassato dal 6,13% al 5,26% in dieci anni e gli averi previdenziali sono stati remunerati in modo insufficiente per troppo tempo. Questo squilibrio deve cessare.
L’USS formula a questo proposito tre rivendicazioni concrete:
- la rivalorizzazione delle rendite, tramite un aumento dei tassi di conversione, oppure l’introduzione di una tredicesima rendita nella previdenza professionale;
- un aumento sostanziale del tasso d’interesse minimo LPP, che il Consiglio federale dovrà fissare al 3% per il 2027 (2% di tasso ordinario, più l’1% di interesse di recupero per compensare il ritardo accumulato);
- e una campagna informativa, condotta in collaborazione con PK-Netz, per incoraggiare gli assicurati delle casse meno generose, tra cui Swiss Life e Tellco, a esigere un cambiamento.
Fonte: Unione Sindacale Svizzera (Cantone Ticino e Moesa)

