Mi rivolgo ai doppi cittadini come me, che hanno deciso per convenienza o perché credono nell’integrazione attiva, di fare parte di questa piccola grande nazione. La Svizzera è diventata con il tempo la terra promessa per coloro che ci hanno preceduti, la seconda patria per la seconda e terza generazione, per tanti la nuova casa.
Questo sentimento, a volte tenuto nascosto agli altri, dovremmo poterlo tirare fuori, affinché essa diventi oltre che multiculturale, più accogliente per i nuovi arrivati, più giusta, decorosa per tutti e più aperta al mondo.
Ma la casa comune ha bisogno di essere curata, amata e pertanto richiede interesse e impegno personale secondo come va, verso dove e con chi va.
La sua democrazia diretta, quasi unica al mondo, si alimenta con la condivisione e la partecipazione sociale, economica, culturale e politica dove si abita e si lavora.
Da alcuni anni, diversi nostri doppi cittadini si candidano con diverse formazioni politiche e chiedono, giustamente, l’appoggio per le proposte che intendono portare avanti.
Andiamo a votare, per corrispondenza o infilando il giorno del voto comunale, cantonale e federale svizzero la scheda nell’urna.
Diceva il testo di una famosa canzone di Giorgio Gaber: “la libertà non è stare sopra un albero, non è neanche avere un’opinione, la libertà non è uno spazio libero, la libertà è partecipazione”.
“Lettera al Blog”
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