Pubblicato da Passione Scrittore, il libro nasce dall’urgenza di trasformare un dolore privato – quello di un innamoramento cieco e di una scomparsa inspiegabile – in una storia potente di dipendenza affettiva, scrittura e riscatto personale.
Il romanzo è ambientato nella Milano contemporanea e segue la vita di Nina, una donna apparentemente ordinaria, scandita dai ritmi del lavoro e della quotidianità. A questa dimensione esterna si contrappone però una ricchezza interiore profonda, che la spinge a scrivere. Il suo primo romanzo ottiene un buon riscontro e attira l’attenzione di un editore, che le propone di cimentarsi con una nuova opera.
Nina accetta la sfida e, quasi di getto, inizia a scrivere un libro autobiografico su un amore finito senza spiegazioni, ma rimasto inciso dentro di lei come un segno indelebile. Nasce così un romanzo “terapeutico”, un tentativo di disinnamorarsi attraverso la scrittura.
Nel testo, l’uomo amato non viene mai chiamato per nome. È una presenza assente, un fantasma costante, un pensiero fisso che attraversa ogni pagina. «Dunque, in questo libro, io parlerò di te», «Sei soltanto il contenuto del mio nuovo romanzo», scrive la protagonista rivolgendosi direttamente a lui, trasformando il ricordo in materia narrativa.
I capitoli scorrono brevi e veloci, come ricordi che affiorano alla mente: flashback, frammenti di vita, dettagli che emergono lentamente. La narrazione procede in modo spiraliforme, tornando sempre su sé stessa ma arricchendosi, pagina dopo pagina, di nuovi elementi: gli incontri, l’amore non convenzionale, le sparizioni improvvise e i ritorni inattesi, fino all’uomo conosciuto due anni dopo la fine di quella relazione e dal quale Nina aspetta un bambino.
Al lettore spetta il compito di raccogliere i pezzi della storia, ricomporli come tessere di un puzzle emotivo e narrativo. Finché, a un certo punto, emerge una verità inattesa che cambia la prospettiva su tutto ciò che è stato raccontato.
“Un uso romantico di te” è un romanzo intimo e coinvolgente, che indaga il potere della scrittura come strumento di guarigione e consapevolezza. Maria Bellucci costruisce una storia fatta di assenze, ossessioni e rinascite, in cui l’amore diventa materia viva, da osservare, comprendere e infine lasciare andare.

