UE: inquinamento industriale costa 73 miliardi di euro!

La trasformazione industriale è fondamentale per ridurre ulteriormente le emissioni e l’inquinamento nelle industrie europee ad alta intensità energetica. Un nuovo briefing dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (AEA).

Secondo un nuovo briefing dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), le emissioni delle industrie ad alta intensità energetica in Europa sono diminuite drasticamente negli ultimi due decenni, ma i progressi sono in stallo e i costi sanitari dell’inquinamento rimangono elevati.

Le industrie ad alta intensità energetica sono responsabili di circa il 27% delle emissioni industriali di gas serra dell’UE e di un’ampia quota di inquinanti atmosferici chiave, tra cui ossidi di zolfo (SOx) e ossidi di azoto (NOx).

PRINCIPALI SETTORI ENERGIVORI
Nonostante i progressi, i costi esterni dell’inquinamento causato dalle industrie ad alta intensità energetica rimangono elevati, attestandosi intorno ai 73 miliardi di euro all’anno.

L’analisi si concentra sui principali settori ad alta intensità energetica: siderurgia, cemento e calce, alluminio, cellulosa e carta, vetro e argilla e prodotti chimici.

COSTO ENERGIA IN UE MAGGIORE DA 2 A 4 VOLTE
Questi settori sono responsabili di oltre il 60% del consumo energetico totale in tutti i settori manifatturieri. Ciò ha avuto un impatto negativo sulla loro competitività durante la crisi energetica dell’UE, aggravando le sfide esistenti legate alla debole domanda e alla sovraccapacità globale in settori come l’acciaio. Nell’UE, l’elettricità costa ancora da due a quattro volte di più rispetto ai principali partner commerciali dell’UE.

Fonte: eea.europa.eu