Svizzera torna al voto: esportazioni delle armi!

Per permettere al Consiglio federale di affrontare adeguatamente le sfide geopolitiche, occorre cambiare le condizioni per l’esportazione di materiale bellico. Contro le modifiche alla legge sul materiale bellico è stato lanciato un referendum. Il 29 novembre 2026 si terrà dunque una votazione popolare.

La legge svizzera sul materiale bellico (LMB) stabilisce quali armi, sistemi d’arma e componenti di armi possono essere esportati e in quali circostanze. Ad esempio, le esportazioni sono vietate se il Paese di destinazione è coinvolto in un conflitto armato o viola in maniera grave e sistematica i diritti umani, ma anche se c’è il rischio che il materiale bellico venga impiegato contro la popolazione civile o ceduto a terzi senza autorizzazione.

Ora si prevede di adeguare le condizioni legali per l’esportazione di materiale bellico in modo da fornire al Consiglio federale il margine di manovra necessario per affrontare adeguatamente le sfide geopolitiche.

Attualmente gli Stati che acquistano materiale bellico dalla Svizzera devono impegnarsi a non cederlo a terzi senza il consenso della Svizzera («dichiarazione di non riesportazione»). D’ora in poi il Consiglio federale non richiederà più una dichiarazione di questo tipo in ogni caso, ma soltanto se necessario per motivi di politica estera, di neutralità o di sicurezza.

Secondo il comitato referendario, la legge sul materiale bellico verrebbe indebolita poiché si consentirebbe l’esportazione di armi verso regimi totalitari coinvolti in guerre o che violano sistematicamente i diritti umani.

Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano di approvare il progetto di modifica della legge sul materiale bellico.

Fonte e informazioni: admin.ch