Un patrimonio che diventa sempre più accessibile a tutti e che permette di conoscere e condividere la memoria collettiva: con il portale Antenati il Ministero della Cultura mette online quasi 155 milioni di documenti conservati negli Archivi di Stato, offrendo a cittadini, studiosi e italo-discendenti nel mondo uno strumento gratuito per riscoprire le proprie radici e, allo stesso tempo, valorizzare una delle più grandi ricchezze culturali del Paese.
Il Portale degli Antenati è la piattaforma digitale attraverso cui il Ministero della Cultura, che fa capo ad Alessandro Giuli, rende consultabili i registri dello Stato civile conservati negli Archivi di Stato italiani.
Il portale si rivolge a un pubblico ampio: dai cittadini interessati a ricostruire la storia della propria famiglia ai ricercatori, fino alle comunità di discendenti di italiani residenti all’estero, che possono così accedere a fonti ufficiali senza la necessità di recarsi fisicamente negli archivi. Basti pensare che, nel 2025, è stato consultato da più di 1.800.0000 di utenti.
All’interno del sito è possibile consultare le immagini digitalizzate degli atti di nascita, matrimonio e morte, a partire dagli inizi dell’Ottocento, con alcuni Archivi che presentano anche documentazione del XVIII secolo. Nel solo 2025 sono state aggiunte più di 7 milioni di immagini disponibili on-line.
Fonte: Ministero della Cultura

