In molti casi, i Cantoni e i Comuni controllano solo superficialmente i documenti degli stranieri. A questa conclusione giunge un rilevamento commissionato dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM).
Dal rilevamento è emerso che, nella maggior parte dei casi, le competenti autorità cantonali e comunali non verificano sistematicamente e accuratamente l’autenticità dei documenti esibiti.
Un simile approccio può avere conseguenze negative:
- uno straniero può ottenere con l’inganno un permesso di dimora, di domicilio a o per frontalieri esibendo un documento contraffatto o utilizzato in modo abusivo;
- persone potenzialmente pericolose non sono riconosciute a causa di identità false;
- un controllo superficiale dell’identità può favorire il traffico di esseri umani gestito da organizzazioni criminali (soprattutto nell’ambito della prostituzione e del lavoro nero).
Il Consiglio federale vuole modificare questa prassi, pertanto, nella seduta del 5 dicembre 2025, ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di presentare entro fine giugno 2026 un progetto da porre in consultazione che imponga alle competenti autorità cantonali e comunali la verifica minuziosa dei documenti.

