L’Inps paga pensioni all’estero in circa 160 Stati. Nel 2023 le pensioni pagate all’estero sono state oltre 310.000, per un importo complessivo di circa 1.600 milioni di euro, rappresentando il 2,3 per cento del totale delle pensioni erogate dall’Istituto.
A queste si aggiungono pensioni in regime internazionale, liquidate totalizzando i periodi assicurativi maturati in Italia con quelli maturati in altri Stati, di cui il 36 per cento sono pagate all’estero, per un importo di circa 562 milioni di euro.
Ecco allora che occorre intervenire da parte dello Stato. Introdurre incentivi fiscali per i titolari di pensione italiana che vivono fuori dall’Unione europea da almeno cinque anni e che trasferiscono la loro residenza in Italia, in un comune che rientra nelle aree intermedie, periferiche o ultraperiferiche della SNAI (Strategia nazionale per le aree interne) con una popolazione non superiore a 3.000 abitanti.
Questo l’obiettivo del ddl presentato dal senatore Domenico Matera (FdI) di cui questa settimana la Commissione Finanze del Senato avvierà la discussione in sede redigente.
Il beneficio previsto dal ddl consiste in un’aliquota IRPEF sostitutiva e forfettaria del 4% sui tutti i redditi non già assoggettati a tassazione in Italia, compresi quelli prodotti all’estero.

