Il ct elvetico Murat Yakin porta sulle proprie spalle il peso della storia del calcio elvetico. La Svizzera è tornata ad essere protagonista nel calcio mondiale.
La qualificazione ai quarti di finale del Campionato Mondiale non avveniva dal 1954, quando i Mondiali si giocarono sui campi elvetici. Anche nel 1934 e nel 1938 i Rossocrociati arrivarono ai quarti di finale.
Nel ranking Fifa in vigore dal 1993, la Svizzera proprio in quell’anno occupava il terzo posto con il ct inglese Roy Hodgson, ma appena 5 anni dopo era scesa all’83esima posizione.
Dopo la qualifica ai Mondiali per ben tre volte (2006, 2010 e 2014), al Campionato del Mondo in Brasile (2014), i Rossocrociati erano risaliti alla sesta posizione nel ranking Fifa.
Con il bosniaco Vladimir Pektovic, la Svizzera nel 2020, al campionato d’Europa, nei quarti di finale, dopo aver battuto la Francia agli ottavi, viene sconfitta dalla Spagna.
Pektovic lascia e arriva Murat Yakin. Con il nuovo ct la Svizzera resta fortemente competitiva in Europa e coglie la qualificazione ai Mondiali del 2026.
Questa notte, i Rossocrociati si giocano la parta della storia. Se battono l’Argentina accedono alle semifinali. Sulla carta la Svizzera parte sfavorita, ma l’orgoglio potrebbe dare una svolta al match.
Per una generazione di calciatori con la maglia rossocrociata questo sarà l’ultimo mondiale in carriera: Rodriguez (34 anni), Freuler (34 anni), Khaka (34 anni) Akanji (30 anni), Elvedi (29 anni), Embolo (29 anni), Kobel (28 anni).
Da loro potrebbe arrivare quella spinta decisiva per battere l’Argentina di Messi e Lautaro, vincitrice del Mondiale 2022.

