Ci sono eventi che, pur appartenendo al passato, non cessano di interrogare il presente: Marcinelle è uno di essi. L’8 agosto 1956, nella miniera di Bois du Cazier, il lavoro italiano emigrato con la valigia di cartone fu consegnato, in modo tragico e irrimediabile, alla storia del sacrificio.
Da quella frattura è nata la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo (8 agosto), ma nessuna data sul calendario basta da sola a garantire che la memoria resti viva; occorre che essa diventi racconto, gesto, immagine, parola condivisa. È precisamente in questo spazio che si colloca “Un minatore all’Inferno”, opera teatrale del Prof. Michele Di Mauro, che sceglie la scena come luogo privilegiato per dare continuità e profondità a una memoria altrimenti destinata alla ritualità.
“Un minatore all’Inferno” – opera teatrale del Prof. Michele Di Mauro su Marcinelle – non è solo un contributo artistico, ma un vero e proprio atto politico nel senso più alto del termine: un invito a ripensare il nesso fra lavoro, sacrificio e dignità, e a rinnovare, anno dopo anno, il patto di memoria che lega l’Italia a quei 136 italiani e a tutti i lavoratori che, nel mondo, hanno pagato con la vita il prezzo del proprio lavoro.
Fonte: Aise

