La Svizzera paese senza religioni!

chiesaI giovani e le donne lasciano la Chiesa cattolica. Solo nel 2018 oltre 25'000 le persone uscite. La tassa di culto è una delle ragioni. Si paga solo in Svizzera, Germania e Austria.

Il panorama religioso in Svizzera è molto cambiato in questi ultimi 40 anni. Pur se la quota di cattolici-romani è rimasta relativamente stabile per l’arrivo di immigrati provenienti da paesi cattolici, il calo tendenziale è evidente e preoccupa la Conferenza dei vescovi svizzeri.

La quota degli evangelici-riformati è fortemente diminuita, a vantaggio delle persone che si dichiarano senza appartenenza religiosa.
Statisticamente sono i giovani uomini e le donne ad abbandonare la chiesa cattolica. I motivi? La tassa di culto ha sicuramente un ruolo. L’imposta annuale sul reddito delle persone è una legge dal 1870 da numerosi cantoni. Addirittura in 20 cantoni su 26 anche le persone giuridiche la pagano.

Il denaro viene prelevato dallo Stato e amministrato da consigli parrocchiali eletti dai membri locali. L’imposta ecclesiastica si paga solo in Svizzera, Germania e Austria. Nel resto del mondo i cattolici si finanziano autonomamente. Invece chi si dichiara senza religione non è sottoposto all’imposta.

Tra il 2010 e il 2017, la quota dei cattolici-romani e degli evangelici-riformati ha subito un calo (pari a 3 rispettivamente 4 punti percentuali), contrariamente a quella relativa ai musulmani e alle comunità derivanti dall’Islam (+1 punto).

La quota delle comunità ebraiche è leggermente aumentata (+0,1 punto), mentre quella delle persone senza appartenenza religiosa ha registrato un aumento pari a 6 punti.

Nel rapporto pubblicato dall’Ufficio federale di statistica quest’anno, i cattolici sono più numerosi con il 36,5 per cento, seguiti dai protestanti con il 24,4 per cento e dai musulmani al 5,2 per cento. Ben il 25 per cento è senza appartenenza religiosa. Il resto è suddiviso tra le altre religioni.

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