A decidere una finale intensa e combattuta è Ferran Torres, che al 106′, in apertura del secondo tempo supplementare, trova il gol che vale il titolo mondiale. Una rete che premia una nazionale capace di dominare la gara dall’inizio alla fine, imponendo il proprio gioco e lasciando pochissimo spazio ai campioni in carica.
Il risultato finale racconta solo in parte quanto visto in campo. La Spagna ha controllato il possesso, creato occasioni in serie e messo costantemente sotto pressione la difesa argentina. I numeri parlano chiaro: 20 conclusioni totali contro 2 e 12 tiri nello specchio della porta contro nessuno da parte dell’Albiceleste.
L’Argentina ha provato a resistere, ma è rimasta in inferiorità numerica già al 93′, quando Enzo Fernández è stato espulso per doppia ammonizione. Da quel momento la Roja ha aumentato ulteriormente il forcing fino al gol decisivo firmato Ferran Torres.
La squadra spagnola ha costruito il proprio successo partita dopo partita, mostrando solidità difensiva, qualità tecnica e una straordinaria organizzazione tattica. Dopo aver eliminato Portogallo, Belgio e Francia nella fase a eliminazione diretta, la Roja ha completato l’opera superando anche l’Argentina nella finale più importante.
Un percorso praticamente perfetto che conferma la Spagna tra le grandi potenze del calcio mondiale.
Con questo successo la Spagna conquista il secondo titolo mondiale della sua storia, dopo quello ottenuto nel 2010 in Sudafrica. Una vittoria che apre un nuovo ciclo e consacra una generazione di talenti capace di riportare il Paese sul gradino più alto del podio.
Il Mondiale 2026 si chiude così con il trionfo della Roja: una squadra spettacolare, dominante e meritatamente campione del mondo. Per la Spagna è il momento della festa, della seconda stella e dell’ingresso, ancora una volta, nella leggenda del calcio mondiale.

