Intervista con l’on. Ricciardi: “Voto convintamente no”

Gli italiani residenti all’estero hanno iniziato a votare il referendum costituzionale del 22/23 marzo 2026. Intervista con il deputato del Partito democratico eletto in Europa, Toni Ricciardi. Il contenuto del quesito, partecipazione al voto, perché no e le ripercussioni politiche.

Pensa che la comunità italiana all’estero abbia compreso il contenuto referendario?
Lo sta capendo. Più passa il tempo, più si moltiplicano le iniziative informative, più parla il ministro Nordio e più le italiane e gli italiani all’estero comprendono il senso di questa riforma. La qualità della giustizia, migliorare il processo, dare finalmente una migliore certezza della pena, accorciare i tempi dei processi, garantire maggiore efficienza della giustizia, non sono previsti né potenziati con questa riforma. D’altronde non stiamo parlando di una riforma della giustizia, bensì, del tentativo di un potere, quello esecutivo, di modificare un altro potere, quello giudiziario. Infine, gli italiani all’estero comprendono perfettamente che siamo dinanzi ad una torsione democratica senza precedenti: l’ultimo tassello verso i pieni poteri che qualcuno vorrebbe. Non a caso, si accenna poco al fatto che con i sette articoli della Costituzione che vengono modificati si modificano le prerogative del Presidente della Repubblica, ultimo baluardo alla deriva antidemocratica.

All’estero la partecipazione ai referendum è sempre stata attorno al 20% degli aventi diritto. Come sarà questa volta?
Speriamo in una partecipazione più alta possibile, al netto di come ogni persona sceglierà di votare. Sono preoccupato perché, per l’ennesima volta, questo governo ha tagliato i fondi per l’espletamento del voto degli italiani all’estero, riducendoli alla metà, stanziando 25 milioni sui 50 milioni necessari. È del tutto evidente che si vuole indebolire l’esser potenzialmente decisivi da parte della ventunesima regione italiana che, con gli oltre 7 milioni di cittadini iscritti all’Aire, è di fatto la seconda regione d’Italia: gli italiani residenti nel mondo. D’altronde, ad oggi, non sono nemmeno partite le tribune elettorali in Rai e soprattutto, come sempre, non hanno speso un centesimo in comunicazione rivolta all’estero. Evidentemente hanno paura del voto di noi che viviamo all’estero.

Lei come voterà e perché? 
Voterò convintamente per il NO. Per quanto già detto: perché non si migliora di una virgola la giustizia, perché sono contrario alla crescente ingerenza della politica nel poter giudiziario e perché sono convinto della separazione dei poteri che, con buona pace delle narrazioni, in molte democrazie di fatto non esiste. Infine, perché abbiamo la Costituzione più bella del mondo, figlia della liberazione dal nazifascismo e redatta da tutte le forze democratiche del Paese. E soprattutto, perché ho troppo rispetto per il passato. Si immagini, Meloni, Nordio, Santanché ed altri che vogliono modificare quanto realizzato da De Gasperi, Moro, Togliatti, Foa… Insomma, non mischiamo il vino pregiato con una bibita sgassata.

Pensa che questo voto avrà ripercussioni sulla politica italiana?
Beh, più che il voto, probabilmente il momento storico in cui cade. Faccio un appello alle persone che ancora non hanno votato, siano di centrodestra o di centrosinistra: non si tratta di un voto contro il governo, ma di un voto a tutela della nostra Costituzione – e come tale deve essere visto. Ogni tornata elettorale ha le sue conseguenze, probabilmente questa più di altre, in quanto ormai si intravede il traguardo di fine legislatura. Non a caso, si parla già di futura legge elettorale.