Il Consiglio federale vuole stabilizzare la situazione finanziaria dell’AVS per il periodo 2030–2040 e adeguare l’assicurazione all’evoluzione della società. Il Governo svizzero ha definito alcuni indirizzi generali per consolidare le finanze dell’AVS. Questi dipendono dalle decisioni che il Parlamento adotterà per finanziare la 13a mensilità della rendita di vecchiaia AVS. Un aumento dell’età di riferimento non entra in linea di conto.
Contributi più equi, meno lacune
La riforma prevede ad esempio di allineare il tasso di contribuzione dei lavoratori indipendenti (pari in media all’8,1 %) a quello dei salariati (8,7 %) per le fasce di reddito superiori. Le indennità giornaliere in caso di malattia e d’infortunio non sarebbero più esonerate dai contributi AVS, come avviene già per le indennità giornaliere dell’assicurazione contro la disoccupazione.
Il Consiglio federale propone inoltre di assoggettare a contribuzione i dividendi insolitamente elevati che alcune imprese versano ai propri salariati azionisti.
Queste misure nel settore dei contributi dovrebbero generare entrate supplementari per l’AVS per circa 700 milioni di franchi fino al 2040.
Incoraggiare l’attività lucrativa dopo il pensionamento
Inoltre si intende promuovere la prosecuzione dell’attività lucrativa fino al raggiungimento dell’età di riferimento e oltre. A tal fine, propone di aumentare la franchigia applicabile al reddito soggetto a contribuzione (ovvero l’importo a partire dal quale vengono riscossi i contributi AVS) da 16 800 a 21 800 franchi all’anno e di adeguare regolarmente questo importo all’evoluzione dei prezzi e dei salari.
La riforma prevede inoltre di sopprimere l’età massima nell’AVS (70 anni). Attualmente, oltre questa età, un lavoratore non può migliorare la propria rendita, anche se continua a pagare contributi.

