Con il decreto del 2 luglio 2025 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 25 luglio 2025, l’articolo 1 recita che “il presente decreto si applica ai dispositivi alcolock … e non pregiudica la normativa di armonizzazione dell’Unione europea….” E all’articolo 2 si sottolinea che “il dispositivo alcolock funge da immobilizzatore del veicolo e che, una volta installato, può essere portato in stato di non blocco solo dopo la presentazione e l’analisi di un campione di alito accettato con una concentrazione di alcool non superiore a 0 mg/l…”
Cosa significa? Dopo 15 mesi l’entrata in vigore della legge prende il via ufficialmente l’alcolock varato dal ministero dei Trasporti.
Che cos’è? E’ un dispositivo elettronico dal costo di 2 mila euro a carico del conducente che va istallato sulla propria auto quando sono stati condannati per guida in stato d’ebrezza con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l o a 1,5 g/l e che hanno riottenuto la patente dopo il periodo di sospensione.
Il conducente prima di mettersi alla guida deve sottoporti all’alcol test soffiando nel dispositivo. Se il tasso alcolemico è superiore al tasso impostato, l’alcolock impedisce all’auto di mettersi in moto.
Nella circolare appena emanata, il ministero sottolinea che “il motore si accenderà solo se il livello di alcol risulterà pari a zero”.
Ma i problemi sono diversi, oltre al costo di 2 mila euro, per realizzare questo piano voluto dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture: sulle auto particolarmente vecchie non sarà possibile istallare l’Alcolock e nelle famiglie con una sola auto come avverrà la messa in moto quando a guidare l’auto è un altro conducente con un tasso alcolemico nella norma ma superiore allo 0?

