“Il voto all’estero deve valere come il voto in Italia”

Nell’Aula del Senato iniziata la discussione sulla riforma della Legge elettorale che ritocca anche il voto all’estero riducendo da 4 a 2 le ripartizioni della circoscrizione estero alla Camera e da 4 a 1 per il Senato. La critica del senatore eletto in Australia Francesco Giacobbe per le conseguenze che avrà per le comunità italiane in Africa, Asia, Oceania e Antartide.

È iniziata nell’Aula del Senato la discussione sulla riforma della Legge elettorale, che riguarda anche il voto all’estero riducendo da 4 a 2 le ripartizioni della circoscrizione estero alla Camera e da 4 a 1 per il Senato. In Aula il senatore del Pd eletto in Australia Francesco Giacobbe, nel suo intervento di ieri, mercoledì 9 settembre 2026, ha criticato fortemente la riforma per le conseguenze che avrà.

“Questa riforma cancella la rappresentanza territoriale degli italiani all’estero e rischia di lasciare intere aree del mondo senza una propria voce in Parlamento”.

“Con il nuovo sistema aree – ha sottolineato il Senatore – come l’America del Nord e la grande ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide rischiano concretamente di non avere più una propria rappresentanza parlamentare”.

Il senatore ha inoltre criticato l’esclusione dei voti espressi all’estero dal computo nazionale previsto dal nuovo sistema: “Il voto di un cittadino italiano a Sydney, Toronto, Johannesburg o Caracas deve avere la stessa dignità politica di quello espresso da un cittadino che vive in Italia”.

Infatti, la riforma conferma che i voti della Circoscrizione Estero non sono conteggiati nel calcolo dei voti totali in Italia per l’assegnazione del premio di maggioranza o il raggiungimento della soglia di sbarramento.

“Non chiediamo, privilegi per gli italiani all’estero. Chiediamo rappresentanza. Chiediamo che la distanza geografica non diventi distanza dalle istituzioni e che nessuna comunità italiana diventi invisibile nelle istituzioni della Repubblica”.

Dopo l’esame in Senato, la legge elettorale tornerà alla Camera dei deputati il 28 settembre per la terza lettura.

Fonte: FB Francesco Giacobbe