Il calcio chiede chiarezza: il VAR non può più dividere!

Dalle polemiche di Inter-Juventus ai casi di Atalanta-Napoli fino al gol discusso in Milan-Parma, l’utilizzo del VAR torna al centro del dibattito: serve più coerenza, più trasparenza e decisioni più coraggiose per restituire credibilità al campionato.

Il VAR doveva essere la rivoluzione silenziosa del calcio italiano: meno errori, più giustizia sportiva, polemiche ridotte al minimo. Oggi, invece, il dibattito è più acceso che mai. Gli ultimi episodi in Serie A – da Inter-Juventus a Atalanta-Napoli, fino a Milan-Parma – raccontano una verità scomoda: il problema non è la tecnologia, ma la sua applicazione.

Inter-Juventus: l’episodio che accende il caso
In Inter-Juventus, il risultato passa quasi in secondo piano rispetto alla discussione sull’espulsione per doppia ammonizione di Pierre Kalulu. Un contatto giudicato falloso dall’arbitro, proteste vibranti, immagini televisive che sollevano dubbi.

Il nodo è chiaro: il VAR non può intervenire sulle seconde ammonizioni. Eppure proprio in questi casi – quando un episodio cambia radicalmente l’inerzia di una partita – la sensazione diffusa è che servirebbe uno strumento di controllo ulteriore.

Se la tecnologia è lì per correggere errori evidenti, perché escluderla proprio quando può evitare un’ingiustizia che pesa sul risultato?

Atalanta-Napoli e lo sfogo di Manna
In Atalanta-Napoli le polemiche esplodono per un gol annullato e per la gestione di un check VAR che lascia più interrogativi che certezze.

Il direttore sportivo del Napoli, Giovanni Manna, ha parlato apertamente di episodio “imbarazzante”, chiedendo chiarezza e coerenza nell’utilizzo dello strumento.

Il punto non è solo l’errore – che nel calcio può sempre capitare – ma la percezione di una discrezionalità troppo ampia: quando si interviene? Quando no? E perché in situazioni simili la decisione cambia?

Milan-Parma: decisioni ribaltate e dubbi irrisolti
In Milan-Parma il gol decisivo del Parma viene prima annullato e poi convalidato dopo revisione.

Un ribaltamento che rientra perfettamente nelle competenze del VAR, ma che riaccende un’altra questione: la coerenza. In alcune partite la revisione è tempestiva e determinante; in altre, episodi altrettanto rilevanti restano affidati esclusivamente alla valutazione in campo.