La vostra organizzazione/partito ha promosso, insieme ad altre importanti sigle attive in Svizzera, il Comitato nazionale per il NO al Referendum Costituzionale. Quali sono le motivazioni di questa scelta?La CGIL, insieme ad altre organizzazioni della società civile e del mondo associativo italiano all’estero, ha promosso il Comitato per il NO perché riteniamo che questa riforma costituzionale non rafforzi la democrazia, ma rischi invece di indebolire alcuni equilibri fondamentali previsti dalla nostra Costituzione.
La Costituzione italiana è il risultato di un grande patto democratico e rappresenta una garanzia per i diritti di tutti i cittadini. Modifiche che incidono sull’equilibrio tra i poteri dello Stato devono essere affrontate con grande cautela e con un ampio consenso politico e sociale, cosa che in questo caso non si è verificata.
Inoltre, riteniamo che interventi che possano mettere in discussione l’autonomia e l’indipendenza della magistratura rischino di creare difficoltà anche nei rapporti dell’Italia con le istituzioni internazionali che si occupano dello Stato di diritto e della giustizia, come il Consiglio d’Europa e altri organismi europei e internazionali. L’Italia ha sempre avuto un ruolo autorevole nella difesa dei principi democratici e delle garanzie giuridiche, e riteniamo importante preservare questa credibilità anche nelle sedi internazionali.
Alla base delle ragioni del NO al Referendum proposto dal Governo Meloni vi è la possibile minaccia all’autonomia e all’indipendenza della magistratura. In che modo, secondo la vostra organizzazione, questa riforma può coinvolgere anche le italiane e gli italiani all’estero?
L’autonomia e l’indipendenza della magistratura rappresentano uno dei pilastri fondamentali dello Stato di diritto. Quando si interviene su questo equilibrio, il rischio è quello di alterare il sistema di garanzie che tutela tutti i cittadini.
Questo riguarda anche le italiane e gli italiani che vivono all’estero. Molti di loro mantengono rapporti giuridici, amministrativi e patrimoniali con l’Italia: pensioni, proprietà, diritti civili, controversie legali. È quindi essenziale che il sistema giudiziario resti indipendente e garantisca parità di trattamento e tutela dei diritti.
Allo stesso tempo, eventuali modifiche che indeboliscano la percezione di indipendenza della magistratura potrebbero mettere l’Italia in una posizione più fragile nei contesti internazionali che monitorano il rispetto dello Stato di diritto. Questo è un tema che riguarda l’immagine e l’autorevolezza democratica del nostro Paese.
Qual è il significato politico del Referendum Costituzionale e quale è per voi l’importanza di votare NO?
Il referendum costituzionale rappresenta sempre un momento molto importante della vita democratica del Paese. È lo strumento attraverso il quale i cittadini possono esprimersi direttamente su modifiche che riguardano le regole fondamentali della Repubblica.
Per noi il voto NO significa difendere l’equilibrio dei poteri previsto dalla Costituzione e preservare i principi di autonomia della magistratura, separazione dei poteri e garanzia dei diritti.
Invitiamo quindi tutte le italiane e gli italiani residenti all’estero a partecipare al voto. Anche chi vive fuori dall’Italia continua a far parte della comunità democratica del Paese e ha il diritto e il dovere di contribuire alle scelte che riguardano il futuro delle istituzioni.

