L’8 marzo 2026 il Popolo svizzero si esprimerà sull’Iniziativa SSR. L’iniziativa mira a ridurre il canone radiotelevisivo dagli attuali 335 a 200 franchi e ad esentare tutte le imprese dall’obbligo di pagarlo.
Questa mattina, si è tenuta la Conferenza stampa con il capo del DATEC, Albert Rösti, che ha illustrato la posizione del Consiglio federale e del Parlamento, affiancato da Bernard Maissen, direttore dell’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM).
Il Consiglio federale e il Parlamento la respingono, in quanto a loro parere si spinge troppo lontano. Il Consiglio federale ha elaborato un controprogetto, che come l’iniziativa sgrava le economie domestiche e le imprese. Il controprogetto del governo accoglie qualche proposta dell’iniziativa, come la riduzione del canone radio-tv a 300 franchi nel 2029, rispetto ai 335 di ora. Così la SSR potrà continuare a garantire il servizio pubblico in tutte le regioni linguistiche.
Secondo i calcoli del governo, l’iniziativa popolare “200 franchi bastano! (iniziativa SSR)”, determinerebbe un taglio di circa 3mila posti di lavoro e altre 3 mila di posti dell’indotto.
Ecco perché il Consiglio federale raccomanda al Popolo di votare no.

