Esenzione IMU: oltre 100 mila immobili Aire interessati!

La Riforma relativa al regime fiscale degli italiani residenti all’estero approvata alla Camera dei Deputati il 4 dicembre 2025 è ora in esame in Senato. Sono oltre 100 mila gli immobili interessati alla misura. Vediamo quali sono i requisiti per le avere diritto alle agevolazioni fiscali su IMU e TARI.

La riforma sul regime fiscale degli italiani residenti all’estero appena approvata alla Camera dei Deputati e ora in esame al Senato, rappresenta una grande novità e ha suscitato enorme interesse.

La riforma interviene su un ambito che negli ultimi anni aveva generato distorsioni e disparità applicative, sino ad attirare l’attenzione della Commissione europea.

La nuova legge interverrà su una platea particolare di case appartenenti ai cittadini Aire. In totale si parla di un patrimonio immobiliare di circa 100 mila abitazioni. Vediamo ora i requisiti che permetteranno di usufruire di queste agevolazioni fiscali come l’abolizione Imu (Imposta municipale unica) e la riduzione Tari (Tariffa sui rifiuti).

  • La norma sarà applicata a persone fisiche non residenti che si siano trasferite all’estero e che, nel periodo precedente al trasferimento, abbiano risieduto in Italia per almeno cinque anni.
  • La norma riguarda una sola unità immobiliare a uso abitativo, posseduta a titolo di proprietà, non locata né concessa in comodato d’uso, e situata nel Comune dell’ultima residenza italiana del contribuente, a condizione che tale Comune abbia una popolazione inferiore a 5 mila abitanti.
  • La misura varia in funzione della rendita catastale dell’immobile: l’imposta non è dovuta quando la rendita non supera i 200 euro, è dovuta nella misura del 40% quando la rendita è compresa tra 201 e 300 euro ed è dovuta nella misura del 67% quando la rendita è compresa tra 301 e 500 euro. Le tre fasce individuate definiscono un meccanismo progressivo che determina livelli differenziati di agevolazione, tutti collegati al valore catastale dell’immobile.
  • Il nuovo testo stabilisce inoltre che, nei medesimi casi, la tassa TARI (tariffa sui rifiuti) è dovuta nella misura ridotta della metà.

Il costo annuale di queste agevolazioni è di circa 12 milioni di euro annui. Lo Stato restituirà la somma ai Comuni interessati sotto forma di ristoro delle minori entrate con un decreto del ministero dell’Interno di concerto con quello dell’Economia, sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali.

Fonte: camera.it