A Ugento, il 30 luglio 2022, esattamente 3 anni fa, è stato inaugurato il “Monumento all’Emigrante”. L’evento ha rafforzato il legame tra il Comune e gli emigrati?
Il Monumento ha rafforzato certamente tale legame, in quanto si è fatto apprezzare per estetica, qualità e rappresentatività, dagli emigrati dei vari flussi migratori che hanno interessato la Città di Ugento durante il corso della Storia. Dalla cittadinanza tutta, che custodisce tuttora apparentamenti con emigrati di prima, seconda e terza generazione, dalla popolazione turistica, che ogni anno sceglie il “ritorno alle proprie radici”, essendo Ugento una importante destinazione turistica. Insomma, un legame rafforzato dalla presenza in Città di un emblema monumentale, che già da subito si poneva quale attrattore e brand e che grazie all’ attenzione riservata da Istituzioni e Autorità Diplomatiche Italo-Estere, ha consolidato il riconoscimento di una “fiducia in parola”, da parte degli Ugentino-Discendenti.
Assessore, in qualità di coordinatore della serata e del progetto “Il Mito dell’Italianità all’Estero”, come è nato questo titolo?
Dapprima si è pensato di collegare ad un appuntamento istituzionale, un momento di divertentissimo. Le colonne sonore del famigerato gruppo artistico musicale degli 883, rievocavano i sogni, le aspirazioni, i desideri di ogni italiano che scegliendo di guardare oltre i propri confini territoriali, emigrava all’ Estero e insediatosi nei vari stati, si distingueva, per il contributo apportato in tema di innovazione in ambito professionale e lavorativo. Ma soprattutto per essersi affermato su un panorama internazionale, ottenendo l’ambito riconoscimento di insediarsi nella costituzione di prestigiosi Organi quali i Comites e il CGIE – Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Organi rappresentativi aventi funzioni propositive nel panorama degli indirizzi politici su scala internazionale. Ecco, da qui, la scelta de “Il Mito dell’Italianità all’Estero.
Mercoledì prossimo, all’evento di Torre San Giovanni, saranno presenti personalità e rappresentanti dell’emigrazione italiana provenienti dalla vicina Svizzera. Cosa vi lega alla Svizzera?
Sicuramente il fattore documentato che la società ugentina emigrata all’Estero, sceglieva prevalentemente la Svizzera. Sono infatti migliaia gli Ugentini insediatisi nei Cantoni del Ticino, del Grigionese, del Basilese, del Sangallese, dello Zurighese. Ma abbiamo nostri concittadini, anche a Berna, a Ginevra e a Neuchatel. Inoltre, le precedenti edizioni della manifestazione hanno ospitato, nel Sistema dei Beni Culturali di Ugento, la Mostra Fotografica “Ricordi e Stima”, realizzata su impulso del Com.It.Es di San Gallo e patrocinata dal CGIE. A Ugento intervenivano gli Ambasciatori di Svizzera in Italia, S.E. Monika Schmuz Kirgoez, e di Italia in Svizzera, S.E. Silvio Mignano, i già Segretari del CGIE, Michele Schiavone e l’On. Franco Narducci, il docente e storico sull’Emigrazione, On. Tony Ricciardi, il Presidente del Com.It.Es di San Gallo, Paolo De Simeis, il Presidente della Federazione Associazioni Pugliesi in Svizzera, Italo Conte e la nostra conterranea Tiziana Culiersi di Radio L’Ora Italiana. Di Ugento in tema di italianità e di migrazione, grande considerazione hanno manifestato blogger, testate ed emittenti svizzere, in primis “AISE – Agenzia Internazionale Stampa Estero”, ma cito anche Italo Blogger, La Pagina.CH, L’Eco-Tele7, Antonio Campanile, etc. Per la manifestazione in programma, il ritorno di alcune rappresentanze già citate e per la prima volta, Barbara Sorce del CGIE ed Egidio Emilio Stigliano, Console del Liechtenstein.
Il “Sogno Americano”, ispirandosi a Max Pezzali nel video di promozione, è un messaggio importante per le nuove generazioni. I giovani di Ugento, del Salento in generale, come possono coltivare le loro speranze?
Anzitutto nel rievocare “Il Sogno Americano”, ho pensato fosse un tratto saliente, certamente “mitico”, appartenuto alla generazione di chi ha vissuto la propria adolescenza negli anni ’90. Chi di noi, non ha impressi i concetti sviluppati e tradotti in musica da Max Pezzali? Chi della nostra generazione non ha trovato grinta, slancio e coraggio nell’ affrontare la propria quotidianità, accompagnato da i testi degli 883?
Chi fra noi, non guardava a quegli anni, pensando al proprio futuro, ponendosi la domanda di cosa avrebbe potuto fare “da grande”? Tanti di noi, hanno disegnato il proprio futuro oltre i confini territoriali dove si è vissuti e formati; tanti altri hanno sviluppato le proprie ambizioni professionali fuori da Ugento per poi ritornarci. In ogni caso, il coltivare “Il Sogno Americano”, conserva sempre la sua attualità: pensare in grande, guardare alla vita, tenere, come si dice “i piedi per terra”, produrre solidità e certezze per l’avvenire, riconoscendo il sacrificio compiuto dai nostri padri e dai nostri nonni, senza mai rinnegare le proprie radici! E con questa “Edizione Straordinaria”, apprezzata, condivisa e Patrocinata dalla Segreteria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero presso LA FARNESINA, Sede del Ministero agli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, altro non si vuole che dare alla generazione corrente, la consapevolezza di essere “fautori del proprio avvenire”, così come lo è stato per ognuna delle precedenti.

