Eclissi solare il 12 agosto 2026: la luna tra terra e sole!

Il 12 agosto 2026 sarà possibile osservare l'eclissi solare parziale anche in Svizzera. Il fenomeno avrà inizio circa verso le 19:00 e terminerà verso le 21:00. Le raccomandazioni dell’Ufficio federale della sanità su come proteggere correttamente gli occhi.

Il 12 agosto 2026 molti occhi saranno puntati verso il cielo: anche in Svizzera sarà possibile osservare un’eclissi solare. La Luna si interporrà tra la Terra e il Sole, coprendolo parzialmente.

Il fenomeno avrà inizio circa verso le 19:00 e terminerà verso le 21:00. L’eclissi solare raggiungerà il suo apice circa tra le 20:15 e le 20:20, quando la Luna coprirà quasi completamente il Sole. Il fenomeno sarà particolarmente ben visibile da punti elevati con una vista libera.

Proteggete i vostri occhi

Guardare direttamente il sole, anche se parzialmente coperto, può danneggiare la retina. Proteggete quindi i vostri occhi indossando occhiali protettivi appositamente progettati per l’osservazione del sole.

Si prega di prestare attenzione ai seguenti punti:

  • Gli occhiali protettivi devono essere certificati secondo la norma ISO 12312-2:2015 e recare il marchio CE.
  • Gli occhiali non devono essere usurati o danneggiati.
  • Evitate di costruire occhiali fai da te o di utilizzare pellicole o lenti colorate, poiché queste non offrono una protezione affidabile per gli occhi.
  • Non utilizzate normali occhiali da sole. Non sono sufficienti per l’osservazione di un’eclissi solare: lasciano passare troppa luce e mettono a rischio gli occhi.
  • Anche l’osservazione diretta del sole con binocoli, telescopi o fotocamere è estremamente pericolosa, poiché questi strumenti concentrano ulteriormente i raggi solari. È necessario montare sempre dei filtri o delle pellicole protettive davanti alle lenti dell’apparecchio.
  • Prestate particolare attenzione ai bambini affinché, durante l’osservazione, indossino occhiali protettivi adatti alla loro taglia e che aderiscano bene al viso, in modo che non scivolino.

Fonte: Ufficio federale della sanità pubblica