I due professionisti sono accomunati dal sogno comune di aprire un proprio ristorante, sogno realizzato con forza, capacità e mestiere già da tempo. Oggi sono infatti titolari di un noto ristorante specializzato in cucina tipica napoletana: La Cucina Birichina di Quarto, a pochi passi da Napoli.
Si tratta della struttura ideale per trascorrere in tutta tranquillità un pranzo o una cena. Il ristorante è inoltre in grado di accogliere anche eventi con centinaia di persone, rispettando la privacy e la tranquillità di ogni tavolo.
Un valore aggiunto è rappresentato da un’area dedicata ai bambini, completamente integrata nel ristorante e animata da professionisti. Un’esperienza unica che combina tradizione culinaria e divertimento per tutta la famiglia.
I loro cavalli di battaglia sono una vasta scelta di antipasti e l’irresistibile pizza napoletana, preparata con amore e ingredienti di qualità, insieme ai grandi piatti della tradizione.
Esperienza, accoglienza e passione
Rosario Falanga, con la sua lunga esperienza come manager di sala e la sua proverbiale conoscenza dei vini, abbina perfettamente ogni piatto ai migliori calici.
Grazie alla sua capacità di creare un’atmosfera accogliente e cordiale, riesce a far sentire gli ospiti sempre a casa. La sua innata simpatia e cordialità rappresentano il segreto che ha permesso al ristorante di conquistare sempre più clienti.
Daniele Laudicino, Maestro Pizzaiolo e responsabile della produzione, con la sua grande esperienza garantisce — insieme alla brigata di cucina — che ogni piatto venga preparato con la massima cura e attenzione.
La loro collaborazione dura da oltre 35 anni, con un percorso ricco di esperienza nel mondo della ristorazione e una costante ricerca di novità e innovazione per rendere ogni esperienza a tavola unica e indimenticabile.
Un ristorante davvero a misura di famiglia
Accogliere le famiglie con bambini nel modo giusto non è solo una questione di buona volontà, ma anche di piccoli accorgimenti pratici che fanno la differenza.
Un ristorante che pensa ai più piccoli è sempre molto apprezzato da mamme e papà, soprattutto quando riesce a garantire tranquillità, sicurezza e intrattenimento.
Si tratta spesso di gesti semplici ma essenziali:
un sorriso, una parola gentile, una piccola attenzione come raccogliere una posata caduta o parlare direttamente al bambino mentre si prende l’ordine.
Sono segnali forti di cura e dedizione che fanno sentire le famiglie parte dell’ambiente e non ospiti “di troppo”.
La pazienza, soprattutto con i bambini più vivaci o rumorosi, è fondamentale. Ed è proprio questo spirito che Rosario e Daniele hanno sempre cercato di offrire ai loro clienti: passione, professionalità e un’accoglienza autentica.
Sono inoltre orgogliosi di proporre un’esperienza culinaria autentica e divertente, dove la tradizione incontra un’innovazione mirata e di qualità.
https://ristorantecucinabirichina.com/
Il piatto del giorno: Ziti alla Genovese
Ed ecco il piatto che i nostri Maestri della Ristorazione Daniele Laudicino e Rosario Falanga ci propongono oggi: gli ziti alla genovese.
La ricetta della genovese napoletana è una delle più celebri della cucina partenopea, capace di racchiudere in sé tutta la ricchezza e la tradizione culinaria dell’Italia meridionale.
Con il suo sapore ricco e avvolgente, dato dalla lunga cottura delle cipolle, la genovese ha conquistato da sempre i palati di generazioni di napoletani.
A Napoli, quando si dice “Genovese”, si intende immediatamente la pasta con la salsa alla genovese.
È un piatto ideale da cucinare quando si hanno ospiti non campani, per far provare loro qualcosa di profondamente napoletano.
Si tratta di una salsa ottenuta dalla cottura lentissima di cipolle e carne, che termina solo quando la riduzione raggiunge un colore marroncino denso e compatto.
Nella ricetta base alcuni sfumano con il vino, altri aggiungono un poco di pomodoro. In alternativa all’olio si può utilizzare la sugna oppure soffriggere un po’ di pancetta prima di aggiungere la cipolla.
L’importante è partire dall’essenziale: poi ognuno può aggiungere il proprio tocco personale.
Ingredienti per 4 persone
320 g di ziti oppure candele (rigorosamente spezzati); 600 g di carne di vitello di primo taglio (annecchia), girello o punta di scamone; 1,2 kg di cipolle ramate; 1 carota (circa 60 g); mezzo gambo di sedano; abbondante olio extravergine di oliva; due pomodorini del piennolo; 1 foglia di alloro (opzionale); un bicchiere di vino bianco; pepe e sale q.b.; pecorino grattugiato o parmigiano (o misto) q.b.
Procedimento
Pulite e affettate sottilmente le cipolle (se possibile con una mandolina). Tagliate la carne a pezzi grandi. In una casseruola capiente dai bordi alti aggiungete l’olio (o la sugna) e fate rosolare la carne per circa 20 minuti, girandola su tutti i lati. Aggiungete quindi la carota e il sedano tagliati a cubetti e l’alloro, facendo insaporire per qualche minuto. Sfumate con metà del vino e lasciate evaporare. Aggiungete i pomodorini e il pepe e coprite il tutto con le cipolle affettate sottilissime. Salate, coprite con il coperchio e fate cuocere a fiamma bassissima, mescolando di tanto in tanto. Cuocete coperto per circa 1 ora. Togliete il coperchio e proseguite la cottura per circa 2 ore, facendo evaporare l’acqua e aggiungendo poco vino quando il fondo si asciuga. Eliminate la carne e continuate la cottura senza coperchio per circa 1 ora, fino a ottenere una genovese scura, lucida e dalla consistenza simile a una marmellata, con l’olio ben separato dalle cipolle. Regolate di sale. Cuocete la pasta al dente e mantecatela con la genovese. La carne può essere tritata al coltello e servita sulla pasta, oppure proposta come secondo piatto. Servite con una spolverata di pecorino, oppure con parmigiano o un mix dei due.
Il segreto della genovese
La cottura dolce e prolungata — oltre 4 ore — consente alle cipolle di consumarsi lentamente fino a diventare una crema dolce e intensa, quasi come una marmellata. Per la carne si consigliano tagli teneri adatti alla lunga cottura, come: annecchia; girello (a Napoli chiamato lacerto) e punta di scamone. La cipolla ideale è quella ramata, in particolare la cipolla di Montoro, che grazie alla lunga cottura si scioglie creando un sugo cremoso e dolce. Per la pasta è consigliata una pasta di Gragnano trafilata al bronzo, preferibilmente ziti o candele, spezzati a mano.
Come sempre: buona degustazione.

