Dimenticati i fuorisede in Italia per il voto di marzo!

Mentre gli italiani temporaneamente all’estero possono votare per corrispondenza se fanno la richiesta di opzione, in Italia i fuorisede non lo possono fare. Devono recarsi al proprio comune di residenza. In tutto sono circa cinque milioni.

Chi vive temporaneamente all’estero per motivi di studio o di lavoro ha l’opportunità di votare per corrispondenza come tutti gli italiani residenti all’estero. Mentre che si trova temporaneamente fuorisede per gli stessi motivi in Italia, non può votare né per corrispondenza né in un seggio locale, ma deve recarsi al seggio elettorale del proprio comune.

Solo nel 2024 e nel 2025 hanno potuto votare grazie ad una legge ad hoc scaduta per gli appuntamenti elettorali delle Europee e delle amministrative. Ogni volta il Parlamento deve approvare una norma specifica perché una legge definitiva non esiste. Questa volta Parlamento e Governo li hanno dimenticati.

L’emendamento presentato alla Camera dei Deputati per una norma immediata per permettere loro di votare come nelle ultime due tornate elettorali, è stato respinto perché non “c’era più tempo”.

Secondo uno ricerca effettuata recentemente sono quasi 5 milioni gli italiani fuori sede. Se non rientrano a votare al proprio comune contribuiscono ad accrescere l’astensionismo.

Negli Paesi d’Europa i fuori sede possono votare per corrispondenza o per delega.