Su raccomandazione della Commissione federale del design, quest’anno l’Ufficio federale della cultura (UFC) conferisce il Gran Premio svizzero di design allo studio di architettura atelier oï, alla grafica Ursula Hiestand e alla designer e ricercatrice Simone C Niquille.
atelier oï: un percorso che dura da 35 anni, dalle più piccole dimensioni ai grandi spazi
L’atelier oï è stato fondato nel 1991 da Aurel Aebi (*1966, Heimiswil), Armand Louis (*1966, Ligerz) e Patrick Reymond (*1962, L’Abbaye). Il trio porta avanti un lavoro transdisciplinare che abbraccia il design di prodotti, la scenografia, l’architettura d’esterni e d’interni. Lo studio ha raggiunto la fama internazionale con i progetti per l’Expo.02 e con il design di lampade a sospensione come Allegro e Allegretto dell’azienda italiana Foscarini. Firma progetti per grandi marchi come Louis Vuitton, Artemide, A-POC ABLE ISSEY MIYAKE, USM e Nespresso, ma anche per enti pubblici e organizzazioni no-profit come Smiling Gecko Cambodia.
Ursula Hiestand: dare forma alla vita
Nata a Zurigo nel 1936 e attualmente risiede a Zollikon (ZH), Ursula Hiestand ha alle spalle una lunga carriera in cui ha saputo coniugare design, responsabilità sociale e realtà quotidiana. Per due decenni (dal 1960 al 1980) ha diretto assieme al marito Ernst Hiestand lo studio E + U Hiestand di Zurigo, le cui creazioni spiccano per la chiarezza e concretezza del design e per l’economicità dei materiali utilizzati.
Simone C Niquille: un profilo transdisciplinare, ibrido, complesso
Nata a Zugo nel 1987, Simone C Niquille vive a lavora ad Amsterdam (Paesi Bassi). Designer, ricercatrice e docente, fa parte di quella generazione di professionisti del design che non si limita ad utilizzare le tecnologie digitali, ma le mette anche in discussione. Nel suo lavoro si muove fra diverse discipline, coniugando design, architettura, ricerca sui media, filosofia e antropologia.
Fonti: news.admin.ch | schweizerkulturpreise.ch

