“Gli italiani all’estero non possono essere ricordati solo quando conviene e poi messi sistematicamente in secondo piano quando si parla di diritti, rappresentanza e partecipazione democratica. Ridurre le circoscrizioni estere significherebbe colpire milioni di cittadini italiani che vivono fuori dai confini nazionali ma che continuano ad amare, sostenere e rappresentare l’Italia nel mondo”.
Lo dichiara Nicola Carè, deputato PD eletto all’estero. “Le ipotesi di riduzione delle circoscrizioni estere – avverte – sono inaccettabili. Sarebbe l’ennesimo schiaffo a comunità che già ogni giorno fanno i conti con servizi consolari insufficienti, distanze enormi, difficoltà amministrative e una politica nazionale che troppo spesso si ricorda di loro solo a parole. Gli italiani nel mondo non sono un problema da comprimere, ma una ricchezza da rispettare”.
“Pensare di rappresentare continenti, Paesi, comunità diversissime e milioni di connazionali con circoscrizioni sempre più grandi e sempre più lontane dagli elettori – continua – significa svuotare la rappresentanza del suo significato reale. Il rapporto tra eletto ed elettore non è un dettaglio tecnico: è il cuore della democrazia. Non accetteremo colpi di mano, scorciatoie o emendamenti calati dall’alto. La rappresentanza degli italiani all’estero non si tocca nelle stanze chiuse e non si sacrifica per convenienze politiche di parte. Chi pensa di cancellare voce e dignità ai nostri connazionali nel mondo sappia che troverà una opposizione ferma, dura e determinata”.
“Da deputato eletto all’estero – conclude Carè – difenderò con ogni mezzo il diritto degli italiani nel mondo a essere rappresentati davvero. Basta considerarli cittadini di seconda fascia. Gli italiani all’estero sono Italia, sono parte viva della Repubblica e meritano rispetto, ascolto e piena dignità costituzionale”.

