Paese che vai record che trovi. Ovunque, in Europa, si parla di record, di livelli mai raggiunti. Dopo il volo di fine estate i prezzi di benzina e diesel, così come energia elettrica e gas da riscaldamento, si stanno stabilizzando ad alta quota e le previsioni per ottobre non sono ottimistiche.
Chi sperava in un calo dopo l’estate rovente e le vacanze estive, si è sbagliato. Questo settembre risulta essere un mese rosso per i portafogli degli automobilisti, trasportatori ed economie domestiche.
I prezzi, che variano in relazione al mercato della domanda e dell’offerta di Rotterdam, sono sullo stesso livello in quasi tutti i paesi europei. Solo in Spagna il prezzo del carburante risulta essere di circa 20 centesimi inferiori agli altri Paesi europei.
Il record è nei Paesi Bassi, con l’asticella del prezzo della benzina è arrivata due giorni fa a 2,46 e in Germania a 2,31 euro. In Italia siamo tra 2,10 e 2.18. In Svizzera a 2.14. Ovunque il prezzo del gasolio è di circa tra 20 e 30 centesimi superiore a quella della benzina.
Dall’inizio di questo anno, il 2026, con la guerra in Ucraina e quella seguita tra Usa e Iran, l’aumento dei carburanti e degli altri prodotti energetici come gas da riscaldamento ed energia elettrica è stato del 30%.
Oggi i prezzi variano in base a tre fattori molto precisi: andamento della borsa a Rotterdam, tasso di cambio tra moneta europea e dollaro e trasporto.
E gli analisti non prevedono miglioramenti all’orizzonte.

