Sarà inaugurata il 24 marzo alla presenza di Sonja Molinari, sindaca di Carouge, e di Carmelo Vaccaro, coordinatore della SAIG, nonché dei presidenti e dei rappresentanti delle associazioni aderenti.
Nata in Italia nel 2016, la campagna della panchina rossa si è diffusa in numerosi Paesi d’Europa e dell’America Latina. In Svizzera, diverse panchine sono state installate in Ticino, ma anche a Olten. Questo gesto simbolico forte è oggi promosso nella Svizzera romanda, a Carouge. Collocata nello spazio pubblico, in place de Sardaigne, lungo il parco Cottier, questa panchina è una testimonianza visibile della mobilitazione collettiva contro la violenza sulle donne e della forza di chi rifiuta che tali violenze restino invisibili.
Convinti dell’importanza di rafforzare la sensibilizzazione e la denuncia dei femminicidi e, più in generale, della violenza sulle donne (e sulle ragazze), le autorità di Carouge hanno accolto la proposta della SAIG.
Dipinta di rosso vermiglio, colore che richiama al tempo stesso il sangue delle vittime e la vita, la panchina è inoltre dotata di una targa recante, in italiano e in francese, la seguente frase: «In memoria di tutte le donne vittime di violenza».
Nel 2025, 27 femminicidi sono stati registrati in Svizzera da StopFemizid, una ONG che conteggia i casi basandosi sul monitoraggio dei media, poiché il termine «femminicidio» non è riconosciuto giuridicamente in Svizzera e in assenza di statistiche ufficiali. Secondo l’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU), ogni settimana una donna sopravvive a un tentativo di femminicidio. Inoltre, sempre secondo la stessa fonte, nel 2024 la polizia ha registrato 21.127 reati nell’ambito della violenza domestica, e il 70% delle vittime erano donne.
Installare una panchina rossa significa rifiutare che la violenza sulle donne resti invisibile.
La Redazione “La Notizia di Ginevra” | Flyer

